Paris, France
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1st arrondissement, Paris
Il primo giorno resta tutto sull'asse tra il Palais Royal e la Senna. Caffè sotto i portici del giardino, un giro tra le colonne a righe di Buren e poi il Louvre appena apre, quando l'ala Denon si attraversa ancora senza spallate. Due ore e mezza dentro sono già tante, e il pranzo al Cafe Marly serve anche a rimettere le gambe in ordine. Il pomeriggio cambia passo. Si attraversano le Tuileries fino alle vasche rotonde, si passa la Senna sulla passerella pedonale e si finisce all'Orsay, dove le sale degli impressionisti prendono la luce del tardo pomeriggio. La sera scende a Saint-Germain, con una cena lunga ai Deux Magots.
Tutto a piedi, la metro oggi non serve. Dal Palais Royal al Carrousel sono cinque minuti sotto i portici. Il Cafe Marly è dentro il palazzo del Louvre, quindi il pranzo non richiede spostamenti, e le Tuileries iniziano dove finisce il cortile. Dalle vasche del giardino all'Orsay si passa sulla passerella Léopold-Sédar-Senghor, un quarto d'ora scarso. Per la cena, altri quindici minuti lungo il boulevard Saint-Germain, dove la metro non ti farebbe risparmiare niente.
Entra dicendo "bonjour" ed esci con "au revoir", anche in un negozio dove non compri niente. Vale più di qualsiasi tentativo di francese complicato. Nei ristoranti il servizio è già incluso, si lasciano un paio di monete e basta. Davanti alla Gioconda ci si mette in fila e si resta pochi secondi, non è il posto per la foto perfetta. Nelle Tuileries le sedie verdi si spostano dove vuoi, è il motivo per cui non sono fissate. E se cerchi un bagno, i musei restano la scommessa migliore della giornata.
Cafe Kitsune Palais Royal
Piccolo caffè della maison franco-giapponese Kitsuné, sotto le arcate del giardino del Palais Royal.
Louvre Museum
Il museo più visitato al mondo, dentro l'ex palazzo reale dei re di Francia, sulla riva destra della Senna.
Cafe Marly
Ristorante e caffè sotto i portici dell'ala Richelieu, con la terrazza affacciata sulla piramide e sul cortile Napoléon.
Tuileries Garden
Il grande giardino pubblico tra il Louvre e place de la Concorde, con vialetti di ghiaia, statue e due vasche rotonde.
Musee d'Orsay
Museo dell'arte francese tra il 1848 e il 1914, dentro un'ex stazione ferroviaria sulla riva sinistra della Senna.
Les Deux Magots
Storico caffè di Saint-Germain-des-Prés, con la terrazza che guarda la chiesa e il boulevard.
7th arrondissement, Paris
Dopo la maratona del Louvre, oggi si sta quasi sempre all'aperto. Si parte da rue Cler mentre le botteghe stanno ancora tirando su le saracinesche, poi basta un quarto d'ora di camminata per arrivare sotto la Torre Eiffel, che è il primo colpo d'occhio grosso del viaggio. Da lì il ritmo si allenta. Picnic sul prato del Champ de Mars con la torre sopra la testa, poi il museo Rodin, dove il giardino conta quanto le sale. La sera vale il resto della giornata. Si cammina sulla Rive Gauche verso la passerella dell'Orsay con la luce bassa di agosto, e si finisce a tavola da Cafe Constant. Domani si sale a Montmartre presto, ma questa è una cena su cui vale la pena restare seduti.
Oggi non serve la metro, si fa tutto a piedi. Dal Cafe du Marche alla Torre Eiffel sono sedici minuti, e altri nove per arrivare al punto del picnic sul Champ de Mars. Il tratto più lungo è quello verso il museo Rodin, ventisei minuti circa, quindi se il picnic si allunga tienine conto. Dal museo al fiume ce ne vogliono quattordici, e Cafe Constant è a quattro minuti da dove finisce la passeggiata serale.
Sulle bancarelle di rue Cler si saluta prima di indicare le paste, e la frutta di solito non si tocca, la sceglie il venditore. Alla Torre Eiffel i controlli delle borse portano via qualche minuto, quindi presentati un po' prima dello slot e non all'ora esatta. Il picnic sul Champ de Mars è normalissimo, l'unica regola non scritta è portarsi via i rifiuti quando i cestini sono pieni. La sera i lungosenna si riempiono di parigini che fanno esattamente la stessa passeggiata, quindi vale anche come osservatorio.
Cafe du Marche
Bistrot di quartiere su rue Cler, la via pedonale di mercato del settimo arrondissement.
Eiffel Tower
La torre in ferro alta poco più di trecento metri che chiude il Champ de Mars, il simbolo di Parigi.
Champ de Mars picnic
Il grande prato tra la Torre Eiffel e l'École Militaire, oggi un parco pubblico.
Rodin Museum
Museo dedicato ad Auguste Rodin dentro l'Hôtel Biron, un palazzo settecentesco con un grande giardino di sculture e rose.
Seine evening walk
La passeggiata sui lungosenna della riva sinistra, dal ponte dell'Alma verso la passerella che porta all'Orsay.
Cafe Constant
Bistrot di rue Saint-Dominique legato allo chef Christian Constant, con cucina francese classica e una sala piccola.
Montmartre, Paris
Montmartre di prima mattina è un altro quartiere rispetto a quello di mezzogiorno. Si comincia con un caffè alla Maison Rose, quando l'angolo è ancora libero dai telefoni, poi si sale al Sacre-Coeur per una vista che arriva fino all'altro capo della città. Le stradine intorno a place du Tertre valgono più della piazza stessa, soprattutto scendendo verso la vigna di rue des Saules, e il pranzo alla Bonne Franquette si fa con calma sotto il pergolato. Nel pomeriggio si cambia versante di Parigi. Il Marais è piatto, ordinato e pieno di portici, e place des Vosges è il posto dove sedersi prima della cena da Chez Janou.
La mattina è tutta a piedi, con la funicolare come unica scorciatoia. Dalla Maison Rose al Sacre-Coeur sono cinque minuti in salita, e place du Tertre sta dietro la basilica. Per scendere nel Marais prendi la linea 12 da Abbesses fino a Concorde e poi la linea 1 fino a Saint-Paul, in tutto circa mezz'ora. Occhio ad Abbesses, è la stazione più profonda di Parigi e la scala a chiocciola è lunghissima, meglio l'ascensore. Da Saint-Paul a place des Vosges sono cinque minuti, e Chez Janou è dietro l'angolo.
Montmartre è ancora un quartiere abitato, non solo un pezzo di città da fotografare, quindi la mattina presto nelle stradine si tiene la voce bassa. Il prato di place des Vosges è uno dei pochi a Parigi dove ci si può stendere, e i parigini lo fanno senza pensarci. A cena si arriva all'ora prenotata, non venti minuti dopo, e il conto si chiede quando sei pronto, nessuno te lo porta da solo. Il pane si appoggia sulla tovaglia accanto al piatto, non nel piatto, ed è del tutto normale.
La Maison Rose
Piccola casa dipinta di rosa all'angolo tra rue de l'Abreuvoir e rue des Saules, oggi ristorante.
Sacre-Coeur
La basilica bianca in cima alla butte di Montmartre, il punto naturale più alto di Parigi.
Montmartre lanes
Le stradine intorno a place du Tertre, con i ritrattisti in piazza e la vigna del Clos Montmartre poco più in basso.
La Bonne Franquette
Vecchia auberge di Montmartre all'angolo tra rue des Saules e rue Saint-Rustique, con giardino e cucina francese tradizionale.
Place des Vosges
Piazza quadrata del Marais, circondata da trentasei padiglioni in mattoni rossi e pietra chiara, con portici continui al piano terra.
Chez Janou
Bistrot provenzale su rue Roger Verlomme, a un isolato da place des Vosges, con tavoli fitti e qualche posto sul marciapiede.
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