Reykjavik, Iceland
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Reykjavik, Iceland
Reykjavík si gira tutta a piedi e in una mattina cambi tre scenari. Colazione da Sandholt su Laugavegur, poi la salita a Hallgrímskirkja, la chiesa in cemento che imita le colonne di basalto, con l'ascensore che porta a 74 metri sopra i tetti rossi, blu e verdi. Dalla torre vedi già dove andrai: la baia, il monte Esja, il tetto di vetro di Harpa. Si scende sul lungomare per il Sun Voyager e si continua fino al porto vecchio, tra i pescherecci e i moli delle escursioni, con la zuppa di agnello per pranzo. Il pomeriggio resta libero. La cena da Grillmarkaðurinn è la parte in cui spendi davvero.
Giacca antipioggia con cappuccio e scarpe comode, il vento in centro cambia la giornata anche ad agosto. La torre di Hallgrímskirkja si paga a parte e la fila all'ascensore si allunga verso metà mattina, quindi vacci presto. Prenota Grillmarkaðurinn con qualche giorno di anticipo. Se vuoi tenere basso il conto, la zuppa da Icelandic Street Food si rabbocca gratis e una porzione basta in due. L'acqua del rubinetto è ottima, porta una borraccia e smetti di comprare bottiglie. Le carte si usano ovunque, i contanti quasi mai.
Tutte le tappe stanno dentro un rettangolo di poco più di un chilometro e mezzo, quindi si va a piedi. Da Sandholt a Hallgrímskirkja sono cinque minuti in salita lungo Skólavörðustígur, la via con l'arcobaleno dipinto sull'asfalto. Dalla chiesa al Sun Voyager si scende in una decina di minuti fino a Sæbraut, e da lì a Harpa il lungomare è piatto, altri dieci minuti. Se piove forte ci sono gli autobus gialli Strætó, ma con queste distanze raramente servono. Lascia stare l'auto, il parcheggio in centro è a pagamento e le zone P1 e P2 sono le più care.
Gli islandesi si chiamano per nome, anche al ristorante o allo sportello informazioni, perché i cognomi sono patronimici e non funzionano come da noi. Nessuno si offende, anzi. Nei bar del centro l'happy hour è un'istituzione e serve a sopravvivere al prezzo della birra. A Reykjavík si mangia presto e molte cucine chiudono verso le 21, quindi non rimandare la cena. E ad agosto la luce inganna, alle 22 sembra ancora tardo pomeriggio.
Sandholt Bakery
Panetteria e caffè di famiglia su Laugavegur, la via principale dello shopping di Reykjavík, con laboratorio a vista e una sala per la colazione.
Hallgrimskirkja
La chiesa luterana più alta d'Islanda, in cemento chiaro, sta sulla collina di Skólavörðuholt e si vede da quasi tutta Reykjavík. La torre è alta circa 74 metri.
Sun Voyager
Scultura in acciaio inox di Jón Gunnar Árnason sul lungomare di Reykjavík, uno scafo stilizzato con le costole a vista, rivolto verso la baia di Faxaflói.
Harpa and the Old Harbour
Sala da concerto e centro congressi sul porto di Reykjavík, con una facciata fatta di moduli di vetro e acciaio. Accanto comincia il porto vecchio, da cui salpano le barche per whale watching e pulcinelle di mare.
Icelandic Street Food
Piccolo locale nel centro di Reykjavík che serve zuppa di agnello (kjötsúpa) e stufato di pesce in ciotole di pane, con il bis compreso nel prezzo.
Grillmarkadurinn
Ristorante nel centro di Reykjavík che cucina quasi tutto sulla brace, con ingredienti islandesi e una sala di legno, pietra e vetro.
Golden Circle, Iceland
Il Circolo d'Oro è l'anello classico a est di Reykjavík e in un giorno mette in fila tre cose molto diverse. A Þingvellir cammini dentro la gola di Almannagjá, con il bordo della placca nordamericana da un lato e la piana dove per secoli si è riunito l'Alþingi dall'altro. A Geysir la scena è tutta di Strokkur, che gonfia una bolla azzurra e la spara in aria ogni pochi minuti. Gullfoss chiude con due salti e un rumore che copre le voci. In mezzo si mangia bene, prima il gelato della fattoria Efstidalur II e poi la zuppa di pomodoro nella serra di Friðheimar. Ultima sosta al cratere Kerið, piccolo e rosso, con l'acqua verde azzurra sul fondo.
Friðheimar va prenotato, spesso con settimane di anticipo, ed è l'unica tappa dove la prenotazione serve davvero. A Þingvellir paghi il parcheggio (colonnina o app), a Kerið un piccolo biglietto d'ingresso. Vestiti a strati e metti l'antivento, sulla piana di Þingvellir tira sempre. A Geysir tieniti sopravvento rispetto alla bocca di Strokkur, quell'acqua esce a temperatura di ebollizione. Fai il pieno a Reykjavík o a Selfoss, perché i distributori lungo l'anello sono automatici e vogliono una carta con PIN.
Serve un'auto o un tour organizzato, mezzi pubblici qui non ce ne sono. Il giro completo è di circa 250 chilometri, tutto su asfalto: strada 36 fino a Þingvellir, poi la 365 e la 37 verso Laugarvatn ed Efstidalur, la 35 per Geysir e Gullfoss e sempre la 35 in discesa verso Friðheimar e Kerið. Tra una tappa e l'altra sono 20 o 40 minuti. Fari accesi sempre, è obbligatorio. Limite di 90 km/h su asfalto con autovelox frequenti, e mai fermarsi in corsia per fotografare, ci sono le piazzole.
Dal Grande Geysir viene la parola geyser, usata in mezzo mondo, dal verbo islandese geysa, sgorgare con forza. Oggi però il vecchio geyser dorme quasi sempre e lo spettacolo lo fa Strokkur. A Gullfoss cerca la lapide dedicata a Sigríður Tómasdóttir, la figlia del contadino di Brattholt che a inizio Novecento si oppose al progetto di sfruttare la cascata per l'elettricità ed è ricordata come la prima ambientalista islandese. Þingvellir è patrimonio UNESCO non per il paesaggio ma per l'Alþingi, l'assemblea nata intorno al 930 e considerata uno dei parlamenti più antichi del mondo.
Thingvellir National Park
Parco nazionale a una quarantina di chilometri da Reykjavík, in una valle di frattura tra la placca nordamericana e quella eurasiatica, con il lago Þingvallavatn sul fondo.
Efstidalur II farm
Fattoria di famiglia sulla strada 37 tra Þingvellir e Laugarvatn, con allevamento da latte, gelateria ricavata nella stalla e ristorante al piano superiore.
Geysir geothermal field
Campo geotermico nella valle di Haukadalur, con sorgenti bollenti, pozze azzurre e due geyser noti, il Grande Geysir e Strokkur.
Gullfoss
Cascata a due salti sul fiume Hvítá, alimentato dal ghiacciaio Langjökull, che precipita per una trentina di metri complessivi dentro una gola stretta.
Fridheimar tomato farm
Serra a Reykholt dove una famiglia coltiva pomodori tutto l'anno con calore geotermico e luce artificiale, e dove il ristorante è stato ricavato tra i filari.
Kerid crater
Cratere vulcanico nella zona di Grímsnes, lungo circa 270 metri, con pareti di scorie rosse e un lago verde azzurro sul fondo.
South Coast, Iceland
La costa sud è una sequenza di cascate lungo la strada 1, e ognuna si guarda in un modo diverso. A Seljalandsfoss passi dietro il getto, sul sentiero bagnato, e ti giri a guardare il mondo attraverso l'acqua. Skógafoss lo prendi di petto dal basso, poi sali la scala sulla destra per vederlo dall'alto. Da Dyrhólaey guardi giù sull'arco di roccia e sulla spiaggia nera che continua a perdita d'occhio. A Reynisfjara scendi tra le colonne di basalto, con i faraglioni di Reynisdrangar al largo. Pranzo tardi a Vík, e sulla strada del ritorno la giornata finisce nell'acqua calda della Sky Lagoon.
Giacca e pantaloni impermeabili, non l'ombrello. Dietro Seljalandsfoss ti bagni comunque e a Skógafoss la nube d'acqua arriva lontano. Scarpe con una suola seria per i gradini, quasi sempre scivolosi. Alla Sky Lagoon prenota lo slot online, porta il costume e sappi che la doccia senza costume prima della vasca è obbligatoria e del tutto normale qui. Il pacchetto base senza il Ritual costa meno, ma i sette passaggi sono il motivo per cui ci vai. Tieni qualcosa da mangiare in auto, tra Vík e Reykjavík le soste sono poche.
Tutto si sviluppa sulla strada 1 verso est, circa 190 chilometri fino a Vík, due ore e mezza secche senza fermate. Seljalandsfoss e Skógafoss hanno il parcheggio a pagamento proprio a bordo strada. Per Dyrhólaey si prende la 218, uno sterrato breve, per Reynisfjara la 215. Il ritorno da Vík alla Sky Lagoon (a Kópavogur, appena fuori Reykjavík) è di poco meno di tre ore, quindi calcola largo e non correre per rispettare un orario. Il vento sulla costa spalanca le portiere di scatto, aprile tenendole con due mani, quei danni le assicurazioni base non li coprono.
A Reynisfjara le onde anomale, quelle che gli islandesi chiamano sneaker waves, risalgono la spiaggia molto più delle altre e hanno ucciso più di un visitatore. All'ingresso c'è un semaforo che segnala il rischio del giorno, guardalo e resta lontano dalla battigia. La leggenda dice che i faraglioni di Reynisdrangar sono due troll sorpresi dall'alba mentre trascinavano a riva una nave, e diventati pietra. A Vík il Halldórskaffi sta dentro Brydebúð, una casa di legno ottocentesca costruita nelle isole Vestmannaeyjar e poi smontata e rimontata qui.
Seljalandsfoss
Cascata alta circa 60 metri sul fiume Seljalandsá, a lato della strada 1 nel sud dell'Islanda, con un sentiero che passa dietro il getto.
Skogafoss
Cascata larga circa 25 metri e alta 60 sul fiume Skógá, subito a lato della strada 1, con una scala che porta al bordo superiore.
Dyrholaey
Promontorio di circa 120 metri sulla costa sud, con un grande arco naturale sul mare, un faro in cima e colonie di uccelli marini. Il nome significa più o meno collina con il buco della porta.
Reynisfjara black sand beach
Spiaggia di sabbia nera vulcanica vicino a Vík, con una parete di colonne di basalto esagonali, una grotta e i faraglioni di Reynisdrangar poco al largo.
Halldorskaffi
Ristorante e caffè di Vík í Mýrdal, dentro Brydebúð, una delle case di legno più antiche del paese.
Sky Lagoon
Laguna geotermica a Kópavogur, alle porte di Reykjavík, affacciata sull'Atlantico, con vasca a sfioro verso il mare e muri di torba in stile tradizionale islandese.
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